Seminario del 18/11/2025 al Senato sul Ponte sullo Stretto di Messina.

Seminario del Senato (18 novembre 2025) – Documento tecnico integrale: sintesi, trascrizioni e analisi comparata. Vedi video integrale.


A cura di: dr. Stefano Calandra – EqForecast


Sintesi Introduttiva.

Il seminario del Senato sul Ponte sullo Stretto ha messo in evidenza un quadro tecnico complesso, articolato e tutt’altro che univoco. Gli interventi hanno mostrato come, nonostante vent’anni di studi, l’opera presenti ancora interrogativi rilevanti sul piano geologico, sismico, aerodinamico e sulla sicurezza dei sistemi di sospensione (funi e ancoraggi).

Sul versante geologico, la contrapposizione più marcata è quella tra Doglioni e Valensise: il primo sostiene l’esistenza di grandi faglie attive e profonde nell’area del ponte (in particolare il sistema Scilla–Palmi, con possibili rami superficiali presso Cannitello), capaci di generare terremoti anche superiori a magnitudo 7; il secondo ritiene invece che la presunta “faglia di Cannitello” non sia una vera faglia, ma una scarpata morfologica priva di evidenze recenti di movimento. Questa divergenza non è formale, ma sostanziale, perché cambia la valutazione del rischio di fagliazione superficiale sotto gli ancoraggi e la stima degli spostamenti cosismici.

Sul fronte ingegneristico, interventi come quelli di Iervolino, Mazzolani, Diana e De Miranda hanno mostrato che il ponte sarebbe un’opera senza precedenti al mondo per luce, deformabilità e sensibilità al vento. Le principali criticità riguardano: la gestione delle azioni sismiche, lo smorzamento reale delle funi (presumibilmente inferiore a quello assunto nei modelli), la stabilità aeroelastica dell’impalcato, la sicurezza del traffico in condizioni estreme e la posizione del blocco d’ormeggio rispetto a potenziali strutture attive. A ciò si aggiunge un punto particolarmente delicato emerso durante la sessione delle domande: la mancanza, a oggi, di prove sperimentali di fatica e resistenza sui cavi principali, nonostante fossero state richieste dal Comitato Scientifico. Alla domanda diretta in aula (“sono state eseguite le prove sui cavi?”) non è stata fornita alcuna risposta, lasciando aperto un elemento di incertezza fondamentale per la sicurezza dell’opera.

È emerso inoltre che la metodologia proposta da Iervolino per trattare in modo sistematico le incertezze multiple (pericolosità, risposta locale, faglie, liquefazione) non è stata formalmente adottata nel progetto, pur essendo riconosciuta come utile da diversi relatori.

Il bilancio complessivo della giornata è questo: non si può dire che il ponte sia “sicuro” né che sia “insicuro”. Piuttosto, il seminario ha mostrato che esistono ancora elementi che richiedono studi aggiuntivi, in particolare su: faglie profonde e loro rami superficiali, comportamento dinamico dell’impalcato nelle condizioni di vento più severe, interazione terreno–fondazione nelle zone di ancoraggio, caratteristiche meccaniche reali delle funi e la loro resistenza ciclica, e verifica indipendente degli scenari sismici estremi. Le visioni contrapposte di Doglioni e Valensise potranno incidere sul progetto solo se la committenza deciderà di avviare nuove indagini geologiche e geofisiche, come suggerito da vari esperti.
Il seminario, in ogni caso, ha segnato un passo importante verso la trasparenza scientifica, ma non ha fornito una risposta definitiva: ha invece evidenziato la necessità di ulteriori verifiche prima di considerare l’opera pienamente compatibile con il livello di rischio dell’area.

A seguire, il documento completo in PDF e il video integrale.


Vedi PDF integrale della trascrizione del Seminario e appendice commenti.

Vedi video integrale.

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